A Gallio la generazione gourmet riscopre i sapori selvaggi: un viaggio tra natura e alta cucina

Mauro Salas

Gennaio 29, 2026

Gallio, un comune immerso nel verde dell’Altopiano di Asiago, sta diventando il palcoscenico di una vera e propria rivoluzione culinaria. Qui, la generazione gourmet sta riscoprendo i sapori selvaggi, trasformando ingredienti spontanei in piatti raffinati che raccontano la storia e la cultura di questo territorio montano. La ristorazione locale, guidata da chef innovativi e appassionati, sta promuovendo un ritorno alle origini, alla ricerca di sapori autentici e naturali, lontani dalla globalizzazione gastronomica.

Il risveglio dei sapori locali

La tendenza di utilizzare ingredienti selvatici non è affatto nuova, ma oggi sta vivendo una seconda giovinezza. Durante una passeggiata nei boschi attorno a Gallio, è facile imbattersi in una varietà di erbe aromatiche e piante commestibili: dai funghi porcini ai mirtilli, dalle violette ai semi di pino. Questi ingredienti, un tempo considerati marginali, stanno tornando al centro della scena gastronomica. La chef Lelae, protagonista di questa trasformazione, è un esempio lampante di come si possa innovare partendo dalla tradizione. Con una formazione che spazia dalla cucina tradizionale a quella gourmet, ha deciso di scommettere su ciò che la natura offre, creando un menu che cambia a seconda delle stagioni e dei prodotti disponibili.

A Gallio la generazione gourmet riscopre i sapori selvaggi: un viaggio tra natura e alta cucina

La sua filosofia? Semplice: “Il cibo deve raccontare una storia”. Ogni piatto è una narrazione di sapori, colori e profumi che rispecchiano il territorio e le sue peculiarità. E così, un piatto di pasta diventa un viaggio nei boschi, con l’aggiunta di piante selvatiche raccolte durante le escursioni. La riscoperta di questi ingredienti non solo arricchisce l’esperienza gastronomica, ma offre anche un forte legame con la natura, invitando i commensali a riflettere sulle risorse che ci circondano.

La formazione e l’arte della raccolta

Ma come si arriva a trasformare un prodotto selvaggio in un piatto gourmet? La risposta sta nella formazione e nell’esperienza. Lelae dedica parte del suo tempo alla formazione, organizzando corsi di raccolta e cucina per chi desidera avvicinarsi a questo mondo. Questi corsi non sono solo un’occasione per apprendere le tecniche di cucina, ma anche per comprendere l’importanza della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente. “Raccogliere è un atto di responsabilità”, afferma Lelae, sottolineando come sia fondamentale conoscere le piante, il loro habitat e il periodo migliore per raccoglierle.

La raccolta non è solo una questione di tecnica, ma richiede anche una profonda conoscenza botanica. Non tutte le piante sono commestibili e alcune possono essere addirittura tossiche. Per questo motivo, nei corsi viene dedicato ampio spazio alla riconoscibilità delle piante e alla loro preparazione. L’idea è di formare una nuova generazione di chef e appassionati che possano continuare questa tradizione, contribuendo a un’alimentazione più consapevole e naturale.

Un viaggio sensoriale tra piatti e natura

Ogni piatto creato da Lelae è un invito a esplorare i sapori del territorio. La sua proposta gastronomica è un viaggio sensoriale in cui ogni ingrediente ha una sua storia. Uno dei piatti più apprezzati è il risotto ai funghi porcini, preparato con funghi raccolti direttamente nei boschi circostanti. Non si tratta di un semplice risotto, ma di un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Il profumo dei funghi, la cremosità del riso, il croccante delle erbe aromatiche: ogni boccone trasporta in un ambiente naturale, avvolgente e autentico.

Ah, quasi dimenticavo di dirti che la chef non si limita a utilizzare solo gli ingredienti, ma crea anche un’atmosfera che valorizza l’esperienza. Il ristorante è arredato in modo semplice ma accogliente, con elementi naturali che richiamano il paesaggio circostante. Durante la cena, i commensali possono godere della vista sulle montagne, creando un collegamento diretto tra cibo e natura. Questo è il vero valore aggiunto del ristorante, un’esperienza che va oltre il piatto e coinvolge tutti i sensi.

Ti racconto cosa mi è successo l’ultima volta che sono andato da Lelae: mentre gustavo quel risotto, ho notato una piccola finestra che dava su un bosco incantevole. Ero così rapito da ciò che vedevo e assaporavo che ho iniziato a pensare a quanto fosse bello il legame tra il cibo e il contesto naturale. È proprio questo che rende l’esperienza unica, il fatto che ogni piatto racconta una storia, non solo di sapori, ma anche di luoghi e tradizioni.

Sai qual è il trucco? È la consapevolezza che accompagna ogni morso: sapere che quel piatto è stato creato con ingredienti raccolti a pochi passi da dove ti trovi, rende tutto molto più speciale. I commensali tornano a casa non solo soddisfatti, ma anche con un nuovo apprezzamento per la bontà della natura. La verità? Nessuno te lo dice, ma la cucina di Lelae è un vero e proprio viaggio che merita di essere vissuto. La bellezza di Gallio è proprio nei suoi sapori, e chi visita questo luogo non può esimersi dall’assaporarli.

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